Arriva una dote specifica, nei limiti di 1 miliardo di euro, per Dri d’Italia Spa, la società di Invitalia, nata a febbraio 2022, che lavorerà alla decarbonizzazione dell’ex Ilva. Si attinge a metà della dote da 2 miliardi che il Pnrr riserva agli investimenti legati all’utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate, cioè comparti industriali ad alto impatto ambientale.

Dri d'Italia avrà l’obiettivo di realizzare un impianto di produzione del "preridotto" (direct reduced iron), il bene intermedio utilizzato per la carica dei forni elettrici per ridurre la produzione di acciaio a ciclo integrato con il carbon-coke.La norma, inserita nel DL Aiuti approvato dal governo, parla di «preridotto con derivazione dell’idrogeno necessario ai fini della produzione esclusivamente da fonti rinnovabili».

Invitalia, con procedure di evidenza pubblica, dovrà procedere all’apertura del capitale della società a uno o più soci privati.